Shock economy e la tragedia dei Commons II
di Pietro Cambi
I lupi, che facevano la posta a un gregge di pecore, non riuscivano ad impadronirsene a causa dei cani che lo sorvegliavano, e allora decisero di ricorrere all’astuzia per raggiungere il loro scopo. Mandarono ambasciatori alle pecore, e chiesero la consegna dei cani, affermando che erano essi i responsabili delle loro relazioni ostili. Una volta che li avessero in mano, la pace avrebbe regnato tra di loro. Le pecore, senza sospettare quel che le aspettava, consegnarono i cani; e i lupi, una volta padroni di questi, sterminarono senza difficoltà il gregge rimasto indifeso. Così anche quegli Stati che consegnano senza difficoltà i loro capi, senz’avvedersene sono tosto soggiogati.
Esopo, i lupi e le pecore
Riprendo il discorso mentre in Grecia la parola collasso comincia ad avere il peso che le compete, dimostrando che la "tragedia dei commons" non è una figura retorica astratta. Dicevo che nei giorni scorsi, anzi nelle settimane passate, mi sono spesso chiesto PERCHE' i grandi speculatori, le agenzie di rating, gli occulti manovratori, la perfida Albione etc etc ce l'avessero con i PIIGS in generale e ocn la Grecia in particolare, dimostrando poi abbastanza chiaramente che la stessa tecnica destabilizzante sarebbe stata applicata anche alle altre "economie porcine".
Perchè ammazzare la vacca? Perchè macellare la pecora? La prima risposta, quella che la vacca/pecora era ormai decotta e buona solo per la macelleria ed il gran bollito, non stava in piedi.Troppo serio il rischio di destabilizzare tutto, di sfasciare TUTTO. Via via che la fragilità complessiva del sistema, fragilità di cui abbiamo parlato forse centinaia di volte, si dispiega e si manifesta appare chiaro che SONO STATE OBBLIGATE a farlo. Quella di declassare le obbligazioni di un paese è una decisione disperata, chiaramente presa SOLO quando ritenuta indispensabile.
Il rischio sistemico è immane e non può essere giustificato da qualche speculazione piu' o meno grande.
No, l'hanno fatto e lo stanno facendo con un intento questa è la mia tesi, preciso, partendo dalla constatazione della necessità di un default massiccio di uno o più paesi dellarea euro per sbloccare una situazione disperata. Ma quale? E come può funzionare la faccenda?
Si è partiti, pensateci bene, da lontano, proprio dal costruire uno scenario in cui ci sono i piigs che grufolano nel fango minacciando di trascinare le solide ed invitte economie nordeuropee Una cosa assolutamente insostenibile essendo vero il contrario come sappiamo bene, il che fa ben vedere che è una strategia. Un disegno di lungo corso. Tutto nasce da una consapevolezza, a mio avviso.
Quella che il dollaro è spacciato, condannato dalla insostenibilità del combinato disposto di un deficit federale senza controllo, di un debito privato ancora in crescita, di una crescita economica debole, peraltro completamente idroponica, di gran lunga inferiore a quella minima necessaria per mantenere la situazione sotto controllo.
Poniamo quindi di essere un grande investitore dell'area Dollaro/Sterlina. Poniamo di sapere perfettamente dove stiamo andando e quanto tempo abbiamo. Risulta vitale, per evitare la fuga dei capitali verso valute più sicure, mantenere un flusso verso l'area del dollaro.
E' vitale, assolutaamente vitale.
Una cosa necessaria, costi quel che costi.
Fosse anche la destabilizzazione dell'unico concorrente plausibile.
Eh già, fosse anche la destabilizzazione dell'Euro.
Vi è poi la paura di perdere la residua credibilità facendosi trovare nuovamente con le tasche piene di titoli sedicenti-spazzatura, peraltro debitamenti considerati altamente affidabili fino a pochi mesi fa e volenterosamente sottoscritti da tanti fidati clienti.
In primo luogo, quindi, in uno scenario di collasso sistemico si è cercato di anticipare i tempi, tirando giù la casa del vicino per salvare la propria.
La perdita di credibilità dell'area euro, per intanto riporterà oltreoceano centinaia di miliardi di dollari. A questo quadro manca un tocco?
E gli altri protagonisti? La Cina? Il Giappone? I paesi arabi? L'india?
Rifletteteci bene ed intanto capirete che hanno la stessa esigenza di salvere l'area del dollaro, dove hanno il grosso dei loro investimenti. POi vi è un discorso geopolitico evidente: una Europa divisa diventa facilissima preda di tutti i paesi citati. Al posto di un impacciato ma possente elefante ( anche se caratterialmente inetto) ecco tante pecorelle altrettanto inette ma certo inermi.
Ancora una volta è proprio la tragedia dei Commons: se bruco ancora un poco di piu', faccio un danno che però è suddiviso fra tutti, mentre il vantaggio è tutto concentrato in mano mia. Ecco che quindi mi conviene fare tabula rasa e portare a casa il piu' possibile. E' quel che non può non succedere senza regolamentazioni, accordi e limiti.
Come vedete la speculazione che tireranno fuori in tutte le salse, c'entra fino ad un certo punto.
La questione, anche solo nel modo sopra accennato è MOLTO più ampia e la classe politica mondiale porta per intera la responsabilità di non aver saputo ne voluto affrontarla. Mai come ora la moralità dell'agire politico, la responsabilità delle felicità o meglio della serenità dell'umanità tutta, dovrebbe essere al centro dell'agire politico internazionale.
Mai come ora ne sta fuori.
dal sito http://crisis.blogosfere.it



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