Può darsi che la crisi economica aiuti a realizzare un sogno. Smontare pezzo per pezzo le città invivibili e strapiene per trasformarle in qualcosa di completamente diverso: orti e animali da cortile, aria buona e alberi da frutto.
Ci sta provando Detroit, ex città industriale ormai ridotta al fantasma di se stessa. Il sindaco vuole demolirne gran parte, e trasformarla in campagna.
Gli abitanti di Detroit si sono dimezzati rispetto ai due milioni degli Anni 50, quando la città era la capitale americana dell’auto. Interi quartieri residenziali ora sono completamente abbandonati, con le case che cadono letteralmente a pezzi.
La Detroit del presente, dicevo, è una città in decomposizione, piegata dalla crisi dell’auto e dalla crisi dei mutui: 33.500 edifici abbandonati e 91.000 lotti residenziali vuoti. In alcuni quartieri è rimasta ad abitare una sola persona.
Complessivamente, 65 chilometri quadrati di proprietà inutilizzate. Tutta roba che fu edificata dell’età dell’oro, quando sembrava che l’industria dovesse espandersi all’infinito.
Il piano del sindaco va ben oltre gli orti urbani di Città del Messico o di San Francisco. Un piano che fa impallidire Michelle Obama e il suo orto alla Casa Bianca. Vuole radere al suolo interi quartieri, e trasformarli in terreno agricolo.
Se le intenzioni si concretizzeranno, circa un quarto della città diventerà territorio semi rurale, e non più urbano. Al posto delle case ci saranno orti e frutteti.
Ricordate il ragazzo della via Gluck? Là dove c’era l’erba ora c’è una città. Ora Detroit ripercorre il cammino all’indietro. Ed è curioso che la rivincita del verde si consumi in quella che era la capitale americana dell’auto.
dal sito www.blogeko.it
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