Il giallo del decreto nucleare copiaincollato male
di Lucia Venturi
GROSSETO. Il tanto atteso decreto per l'individuazione dei criteri per la scelta
dei siti che dovranno ospitare i nuovi impianti di produzione elettrica nucleare
( il Dl. 55 del 15 febbraio 2010) è arrivato finalmente ieri in Gazzetta
ufficiale.
Ma si è dovuto aspettare sino a sera perché dal sito della GU lo
si potesse "vedere" e dato che anche la versione cartacea del bollettino
ufficiale della pubblicazione di leggi e decreti ieri era introvabile, l'unico
sito dove poterlo reperire - e dove lo si legge anche oggi - era quello del
ministero dello Sviluppo economico.
Ma già il fatto che il decreto è stato
pubblicato con tutte le variazioni dell'ultima ora in grassetto e con evidenti
passaggi di "copia e incolla", la dice lunga della fretta con cui si è
provveduto a sanare i ritardi accumulati.
Il decreto legge è stato infatti
approvato in via definitiva il 10 febbraio, in tempo per non incorrere nella
decadenza della legge delega che fissava il limite ultimo per la decretazione
specifica nel 15 febbraio. A quella data il testo non era stato pubblicato in
Gazzetta Ufficiale (vedi greenreport del 17 febbraio, link a fondo pagina) tanto
che si poneva il dubbio della sua effettiva validità. Attestato che la data che
conta è quella dell'approvazione, i problemi che la maggioranza ha avuto con
altre scadenze dei termini, hanno evidentemente distratto il Governo dall'iter
di pubblicazione ufficiale del testo.
Un torpore da cui si è risvegliato ieri
forse anche per merito della interrogazione al ministro Scajola richiesta dai
senatori del Pd, partita per iniziativa di Roberto Della Seta e Francesco
Ferrante presentata l'8 marzo.
I due senatori Ecodem partivano dalle
notizie riportate da vari quotidiani che asserivano che l'impedimento alla
pubblicazione del testo fosse dovuto ad alcune divergenze o incomprensioni tra
il ministero della Giustizia e quello dello Sviluppo Economico.
Infatti il
provvedimento era stato firmato dal presidente Napolitano nell'ultimo giorno
utile per esercitare la delega (il 15 febbraio) e poi trasmesso al ministero
dello Sviluppo per l'ultima lettura del testo prima della firma del
guardasigilli che precede la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Ma a
valutare dalle correzioni in grassetto ben visibili sul testo pubblicato, di
correzioni da fare ve ne devono essere state diverse.
Una vicenda che, come
già sottolineavano i senatori Ferrante e Della Seta, indica ancora una
volta, se mai ve ne fosse stato bisogno, il pressapochismo che caratterizza
questo governo e la maggioranza che lo sostiene. Un governo molto bravo a fare
una politica degli annunci e della voce grossa, molto meno capace di pensare e
produrre politiche utili per il paese.
Di cui la vicenda energetica ne è la
lampante dimostrazione, a partire proprio dai roboanti annunci dei tempi con cui
sarà aperto il primo cantiere delle future nuove centrali nucleari, quando poi
si rincorrono i tempi per definire e pubblicare la cornice legislativa senza la
quale nessuno può muovere un dito. Così come non si potrà far niente - e il
decreto pubblicato ieri lo definisce in maniera inequivocabile - prima che
l'agenzia per la sicurezza nucleare sia messa in condizioni di poter operare. Ma
anche in questo caso il governo, in altre faccende affaccendato, non ha ancora
provveduto a definire lo statuto e l'organigramma di quella stessa Agenzia che
avrà un ruolo di primo piano per il ritorno al nucleare.
Si perde tempo
quindi, mentre il paese avrebbe urgenza di una politica energetica seria, che
anziché pasticciare su un terreno difficile oltreché inutile come quello del
nucleare, ponesse l'attenzione su politiche di vera innovazione
energetica, basate sul risparmio e l'efficienza e sulle fonti rinnovabili.
Politiche di cui invece non vi è traccia se non per interventi puntuali, non
continuativi e che non rispondono alle reali esigenze del paese e che pongono in
una situazione di continua incertezza chi vorrebbe investire o lo ha già
fatto nell'efficienza e risparmio energetico e nelle fonti di energia
alternativa, la vera chiave per rispondere in maniera concreta alla crisi
climatica e a quella economica.
dal sito www.greenreport.it


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