Legittimo impedimento, continuiamo a farci del male
di Carlo Cipiciani
Mentre l’occupazione crolla e la cassa integrazione cresce, mentre nel nord est a fare notizia non sono le performance dell’export ma i suicidi di imprenditori che falliscono, mentre le liste di attesa negli ospedali non accennano a diminuire, mentre le frane fanno danni e morti, l’attenzione dei palazzi e dei media continua imperterrita a concentrarsi su questioni da azzeccagarbugli come le leggi ad personam o ad listam o altri latinismi del genere. Questioni da avvocati più che da politici.
Per carità: il decreto “interpretativo” sulle liste elettorali salva PdL è un insulto al buon senso oltre che – probabilmente -alla Costituzione. E il legittimo impedimento su cui divampa la battaglia in Senato è una porcata politica, che consentirà a Berlusconi di autocertificare la sua impossibilità a partecipare ai processi in cui è coinvolto garante dogli di fatto l’impunità, in attesa di una Legge costituzionale che ripristini l’immunità e quindi è uno schiaffo all’uguaglianza tra i cittadini. Ne abbiamo già parlato diffusamente.
Ma il punto è un altro: questo Paese non è stanco di occuparsi delle contorsioni interne di potere che hanno portato al ritardo nella presentazione delle liste del Pdl a Roma? Non è sfibrato da un parlamento ostaggio della discussione sullo scudo giuridico più o meno (sinceramente, più meno che più) legittimo da dare a Silvio Berlusconi al termine della sua quasi ventennale battaglia contro la legislatura? In questo senso, pur stando dalla parte di chi è contrario alle leggi ad personam, berlusconismo e antiberlusconismo sembrano assomigliarsi.
A queste considerazioni sulla morte della politica, si potrebbe opporre che la salvaguardia dei diritti e la difesa della Costituzione non è una battaglia astratta. Verissimo, ma sarebbe ora di capire che non può essere l’unica. Il Paese ha bisogno di appassionarsi anche ad altro: la politica economica, le tasse, le pensioni, il lavoro, la salute, il welfare, la sburocratizzazione della Pa. Fare ostruzionismo sul Legittimo impedimento perché è una porcata può anche andar bene, ma non è sufficiente. Anche per chi considera tragiche barzellette le dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza sul legittimo impedimento come norma nell’interesse di tutti, perche dopo (sempre dopo) il governo e il suo premier potranno finalmente occuparsi dei problemi del Paese.
Insomma, il governo è colpevole: perché dovrebbe mettere anche solo un decimo del decisionismo che usa per approvare i provvedimenti ad personam al servizio di riforme e provvedimenti che servono davvero ai tutti i cittadini. L’opposizione è colpevole: perché dovrebbe mettere la sua passione non solo in difesa di principi giuridici fondamentali, ma anche per proporre sul serio un’altra Italia, come dice Bersani. Mentre continuiamo a farci del male nel vento gelido del declino, guardando lo spettacolo del Senato sul legittimo impedimento, consoliamoci con il grande Flaiano, adattato ai tempi. In Italia i berlusconiani si dividono in due categorie: i berlusconiani e gli anti berlusconiani.
dal sito http://www.giornalettismo.com


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