Pages

Chi è causa del suo male

di LIETTA TORNABUONI

Nessuno ama la burocrazia, si capisce: ma si può riflettere, semplificando le scemenze che hanno per ora escluso dalle elezioni regionali le liste della maggioranza a Milano e a Roma, prendendo per buone le giustificazioni impossibili che sono state offerte per i ritardi nel presentare le liste stesse, per le loro cialtronerie e mancanze. Che non si possa impedire a una lista di venir votata a causa di piccoli errori commessi in buona fede, è vero: le votazioni, anche se da noi sono continue e variate, rappresentano un momento essenziale della democrazia, e se qualcuno ha commesso sbagli di poco conto è sostanzialmente giusto accoglierne le scuse e il ricorso (non le bugie e i tentativi di attribuire la colpa ad altri).
L’atteggiamento che ad ogni costo vuole punire l’episodio, facendo pagare la pena della leggerezza e irresponsabilità, è intollerante ma anch’esso giusto.

Non c’è di peggio, democraticamente parlando, che contare sul proprio potere di maggioranza governativa per ignorare le regole e violarle, per comportarsi con lassismo e menefreghismo, per immaginare che tutto sia consentito e rimediabile.

Un simile atteggiamento non riguarda certo soltanto l’impiegato incaricato di presentare le liste.

È uno stato d’animo comune a ogni livello nel partito di maggioranza, i cui dirigenti sono spesso politici dilettanti e padroncini professionisti. Risultano, a cominciare dal vertice, persone abituate a dare ordini ai dipendenti e a venire prontamente obbedite, persone use a fare i comodi propri scavalcando con insofferenza regole e leggi: ma la democrazia non funziona così.

Poi, può darsi che la faccenda delle liste ritardatarie e imperfette nasconda chissà quali altri segreti: ostilità interne, ritorsioni & vendette, lotte intestine, truffe & trabocchetti. Allora tutto sarebbe più facile, proverbiale: chi è causa del suo male, pianga se stesso.

dal sito www.lastampa.it

btemplates

0 commenti:

Posta un commento