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Le Nazioni europee cominciano a metter le mani sulle pensioni private

Noi non restiamo indietro, anzi, l'Italia ha fatto da apripista prendendo dal TFR per coprire un terzo della finanziaria 2010!

Articolo segnalato da Effedieffe, del "Adam Smith Institute Blog"
di Jan Iwanik, January 2, 2011 

 Buona lettura: 

Ungheria, Polonia, e altre tre nazioni prendono in consegna i soldi delle pensioni dei cittadini per compensare carenze di bilancio del governo.

Le pensioni di vecchiaia sono una comoda fonte di entrata per i governi che non vogliono ridurre la spesa o fare privatizzazioni. Dato che la maggior parte dei regimi pensionistici in Europa sono organizzati dallo Stato, i ministri delle finanze europei hanno un accesso facilitato ai risparmi accumulati lì, ed è assolutamente logico che si cerchi di tenere il controllo di questo denaro per i propri fini. Nelle ultime settimane ho notato cinque tentativi di questo tipo: tre riguardano situazioni di risparmio privato personale, altri due si riferiscono ai fondi nazionali.

L'esempio più lampante è l'Ungheria, dove il mese scorso il governo ha fatto ai cittadini un'offerta che non potevano rifiutare. Potevano o direttamente rimettere il loro risparmio pensionistico privato allo Stato, o perdere il diritto alla pensione statale di base (ma mantenendo l'obbligo di versare i contributi). Con questa vera e propria estorsione, il governo vuole ottenere il controllo di oltre $ 14 miliardi di risparmi pensionistici privati.

Il governo bulgaro ha messo a punto un'idea simile. 300 milioni di dollari di risparmi privati per il prepensionamento dovevano essere trasferiti verso il regime pensionistico statale. Il governo ha rinunciato dopo le proteste dei sindacati e, infine, solo il 20% del piano originale è stato attuato.

Una situazione un po 'meno drastica in Polonia. Il governo vuole il trasferimento di 1/3 dei contributi futuri dai fondi pensione privati al sistema statale di sicurezza sociale. Dal momento che questo sistema non avalla le sue passività con azioni o obbligazioni, i soldi sottratti ai risparmiatori andranno direttamente alla tesoreria dello Stato e i risparmiatori perderanno circa $ 2,3 miliardi l'anno. Il governo polacco è più generoso di quello ungherese, ma solo perché vuole sequestrare appena 1/3 dei risparmi futuri e consente anche ai cittadini di mantenere i soldi finora accumulati.
Il quarto esempio è l'Irlanda. Nel 2001, è stato istituito il National Pension Reserve Fund al fine di sostenere le pensioni del popolo irlandese negli anni 2025-2050. Il regime doveva anche erogare le pensioni ad alcuni dipendenti del settore pubblico (principalmente personale universitario). Tuttavia, nel marzo 2009, il governo irlandese ha stanziato € 4 miliardi da questo fondo per il salvataggio delle banche. Nel novembre 2010, il restante di € 2,5 miliardi di risparmi è stato sequestrato per sostenere il piano di salvataggio del resto del paese.
L' ultimo esempio è la Francia. Nel mese di novembre, il parlamento francese ha deciso di destinare 33 miliardi di € dal fondo pensione nazionale di riserva FRR alla riduzione del deficit a breve termine del regime pensionistico. In questo modo, il risparmio previdenziale previsto per gli anni 2020-2040 sarà utilizzato prima, cioè negli anni 2011-2024, e il governo spenderà le risorse risparmiate per altri scopi.

Sembra che i governi sono in grado di far rispettare la partecipazione generale ai regimi pensionistici, ma non sono i migliori custodi del denaro lì accumulato.

http://www.csmonitor.com/Business/The-Adam-Smith-Institute-Blog/2011/0102/European-nations-begin-seizing-private-pensions
 

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E' ora di mettere le mani sulle pensioni ....si, quelle dei privilegiati ..... e ce ne sono, ce ne sono.....

Queste sono le vere emergenze del paese di cui si dovrebbe discutere in parlamento, non quella merda di legge bavaglio sulle intercettazioni!
Anzi no, mi sono espresso male, perchè di quella merdosa proposta di legge non si può nemmeno discutere, visto che il simpatico governo del catramato ne ha blindato il testo!
Caro il nostro Beppe nazionale, nonostante tutte le voci che girano intorno alla tua figura, vere o false che siano, è pur vero che i tuoi argomenti sono spesso sacrosanti. Se mai potesse nascere una proposta di legge ispirata a queste tue riflessioni, la sottoscriverei al volo.

di Beppe Grillo

In Italia esistono due classi: quella dei vecchi e quella dei giovani. La prima è al governo, ha una pensione, al termine dell'attività lavorativa ha avuto un tfr, ha goduto di un'Italia quasi scomparsa con fiumi puliti, spiagge libere, bassa criminalità. I vecchi hanno un futuro dietro le spalle, hanno avuto la speranza di emergere nella loro professione e molti ci sono riusciti, hanno avuto la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato. I vecchi hanno potuto scegliere tra grandi aziende come l'Italtel, la Telecom, l'Olivetti. Hanno comprato un appartamento, i più fortunati anche una casa di villeggiatura.
I vecchi hanno fatto studiare i figli per nulla, li hanno precarizzati, tolto loro l'ambiente, il diritto all'acqua pubblica. Li hanno indebitati con 30.000 euro a testa (lo stipendio di 3/4 anni di un interinale). I vecchi se la sono goduta, ognuno a modo suo, fottendosene delle generazioni successive. Lo hanno fatto e possono continuare a farlo perché sono loro a detenere il potere. L'Italia ha il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio più anziani del mondo occidentale.
L'Italia ha anche 17 milioni di pensionati. Molti hanno pagato solo in parte la pensione che ricevono. Milioni sono a casa dall'età di 50/55 anni senza parlare delle baby pensioni con 15/20 anni di contributi o le pensioni scandalose dei parlamentari dopo solo due anni e mezzo di legislatura o le doppie e triple pensioni, le pensioni superiori ai 10.000 euro al mese, le pensioni cumulate con uno o più stipendi. In questa situazione di privilegi e di profonda ingiustizia sociale, si è deciso che i giovani andranno in pensione a 70 anni, in pratica mai. Questo non è accettabile.
Se si deve procedere a una riforma delle pensioni, ognuno deve fare la sua parte oppure nessuno. Perché un ragazzo deve con il suo lavoro mantenere lo Stato sociale di cui beneficiano le vecchie generazioni? Un giovane di vent'anni che inizi a lavorare nel 2010 andrà in pensione nel 2060. Da qui all'eternità. Chi fa un lavoro usurante a 70 anni è buono per l'ospizio. Perché un ragazzo dovrebbe pagare i contributi per esempio per Felice Crosta, ex presidente dell'Agenzia dei Rifiuti in Sicilia in pensione con 1.369 euro al giorno? O tutti o nessuno.
In pensione si può andare a 60 anni, l'innalzamento dell'età pensionabile è dovuto all'enorme spreco di soldi pubblici per le pensioni ATTUALI, non per quelle future che vengono dilazionate nel tempo, sempre leggermente più in là, come è avvenuto con l'accorpamento delle finestre pensionabili. Discutiamo delle pensioni ATTUALI, poi con calma di quelle future. Mettiamo un tetto massimo pensionistico a ogni italiano, ad esempio 2.500 euro, vietiamo il cumulo di pensioni, aboliamo con effetto retroattivo le pensioni "super baby" dei parlamentari e, soprattutto, diamo a ogni pensionato una pensione commisurata a quello che ha realmente versato perché la differenza di qualche miliardo di euro è a carico dei giovani che la pensione non la vedranno mai, il tfr neppure e forse, neanche il lavoro. I sacrifici non hanno età, l'anagrafe non è un privilegio.

dal sito www.beppegrillo.it

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Pensione?!?

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La finanziaria ed il mio rene

La manovra finanziaria in approvazione è coperta dal 33,5% dal fondo TFR, dal 42,5% dallo scudo fiscale. Ho personalmente molti dubbi sull’eticità della provvista, e comunque - egoisticamente - sono sereno per non aver conferito il mio TFR ad alcun fondo. Le lunghe mani del Governo erano più che un’ipotesi. Se però vi sembra lecito che una manovra finanziaria di una nazione debba essere “coperta” per oltre 1/3 dalla previdenza individuale, forse non condividiamo gli stessi valori.

Una volta la manovra finanziaria doveva essere coperta dal gettito fiscale e/o dal debito pubblico; ora si inventano di attualizzare il futuro? Sarebbe questo quanto prevede la Costituzione in materia fiscale? Io continuo a non essere d’accordo sul principio perchè mi sembra illecito fare cassa a svantaggio dei redditi futuri dei lavoratori dipendenti. E non mi servono a nulla, non mi consolano per nulla le parole dei politici di destra che ci ricordano che la predisposizione ai TFR fu introdotta da un Governo di sinistra ed ora è solo usata da un governo di destra. Io che sono fiero di non aver “convogliato” nulla del mio TFR; checché ne diceva la destra e la sinistra… praticamente ho schivato due avvoltoi con una fava!

Le giustificazioni che passano in questi giorni in radio e televisione ad opera di esponenti del governo in carica, i quali appunto, tronfi, tiravano in ballo i provvedimenti presi sul TFR dal governo precedente, mi fa venire in mente che siamo nel bel mezzo del paradosso. Se pensiamo che è notizia di oggi che le pensioni dal prossimo anno caleranno per colpa della revisione dei coefficienti (parametri ribassati dal 2010 tra il -6,38% e il -8,41%) autorizzati dai ministri Sacconi/Tremonti, non c’è da stare per nulla allegri. Per capire nel concreto quanto saranno più leggere bisogna distinguere il tipo di pensione e l’età contributiva. Il 3,7% in meno, dato pubblicizzato oggi sui mass media, è infatti nel presupposto di anzianità minima lavorativa di 18 anni e compimento del 57° anno di età.
In sostanza hanno abbassato i minimi vitali!!!

Resta fuori, infatti, solo chi aveva già superato i 18 anni contributivi al 31 dicembre 1995. Quindi qui le beffe, l’impoverimento imposto e le sviste, stanno diventando tante, e le ultime appunto, in ordine di tempo, sono il governo che si “ciuccia” il TFR ed i contributi versati custoditi nel fondo INPS per coprire la finanziaria e l’abbassamento, deciso, delle pensioni. Intanto ci dicono di non preoccuparci se si fa cassa a svantaggio dei redditi futuri dei lavoratori dipendenti. Direi ottimo quindi, che mi lamento a fare? Effettivamente quel rene di troppo che ho mi tornerà utile…

Update: Sbilanciamoci ogni anno pubblica una finanziaria diversa e possibile, al di la dei giochi e delle prese di posizioni a priori. Qui trovate il documento da scaricare, mentre qui la rassegna stampa relativa alla presentazione (entrambi in .pdf, sul sito della campagna)

http://www.finansol.it/?p=3130

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Draghi e Polli

"è evidente che il fine di ciò che comunemente viene chiamato progresso non è il benessere"

FONTE: BYOBLU.COM

Mario Draghi dice che dobbiamo andare in pensione dopo.

La medicina ci fa vivere più a lungo, mentre la tecnologia fa in modo che il nostro corpo si usuri di meno. I bambini nati oggi vivranno almeno fino a cento anni. Stando così le cose, potremmo finalmente avere la possibilità di smettere di lavorare quando ancora siamo in ottima forma e abbiamo ancora trenta o quarant’anni di perfetta salute. Potremmo finalmente goderci la vita. Invece Draghi dice che, siccome la vita si allunga, allora bisogna lavorare di più.

A questo punto è evidente che il fine di ciò che comunemente viene chiamato progresso non è il benessere. Diecimila anni fa la vita durava cinque volte di meno, ma si vedevano un numero di tramonti infinitamente superiore: perfino uno al giorno, volendo. L’acqua dei fiumi si poteva bere e il cielo era una tela azzurra senza scie bianche. Si potevano raccogliere i funghi senza tesserino, si poteva girare il mondo senza respingimenti alle frontiere - Maroni non era ancora nato – e c’era sempre qualcosa di utile da fare e da poter offrire in cambio di cibo, cure e protezione. Non serviva niente di più e niente di meno.

Cos’abbiamo ottenuto diecimila anni dopo? I nostri figli vivranno cento anni ma lavoreranno fino a novantanove. La fatica stessa sarà scissa dalle finalità di produzione cui è applicata, cosicché un uomo sarà il corrispondente di un cavallo vapore nel cilindro di un motore a scoppio. I fiumi attraverseranno le nostre città come vene varicose dalle pareti incrostate di colesterolo, come tubi di scarico mefitici e velenosi, come intestini che veicolano liquami e composti chimici. Il cielo somiglierà sempre di più al filtro di un’aspirapolvere dopo l’utilizzo di una domestica eccessivamente zelante. L’atmosfera diverrà calda, maleodorante e irrespirabile come l’aria intrappolata sotto alle coperte quando la pancia vi riversa il suo fiato nauseabondo. Le case diverranno sempre più piccole, le camere più claustrofobiche, gli schermi che proiettano una vita immaginaria sempre più larghi, la fantasia sempre più fervida per soddisfare il richiamo ancestrale verso un mondo primordiale fatto di atavici istinti di cui si sono persi ricordo e significato.

Non stiamo aumentando la durata della vita, ma quella della morte.

Come le galline in una batteria di polli, che devono solo essere spremute fino all’ultimo uovo. Come i bovini in un allevamento di carni da macello, che devono solo crescere fino a quando il cervello non verrà loro aspirato. Come le pecore, che devono solo essere tosate fino all’ultima ciocca di vello.

Così noi… che per Draghi dobbiamo solo lavorare, fino all’ultima rata del mutuo.

Fonte: www.byoblu.com
Link: http://www.byoblu.com/post/2009/10/14/Fino-allultima-rata.aspx